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takashi
murakami e miltos manetas Domina
l'idea che l'arte contemporanea sia una sorta di pratica esoterica avulsa dalla
realtà, di fatto il linguaggio delle arti visive è un corpo composito e strutturato
permeabile all'ambiente e inscritto nel proprio tempo. Gli artisti
contemporanei aiutano a percepire aspetti quotidiani della vita che talvolta non
è sufficiente vivere per comprendere appieno. Si pensi a come le immagini
"pop" di Andy Warhol e Claes Oldenburg abbiano condensato l' American
style of life della fase hot del consumismo, legata all'euforia produttiva anni
'60. La
mostra Murakami - Manetas presenta il lavoro di due artisti che interpretano la
"Nintendo generation": quella dei ragazzi tecnomaniaci allevati a
manga (fumetti nipponici) e videogame, che vivono il gioco come uno stato di
trance che rende labili i confini tra la realtà e l'area parallela, uno spazio
nel quale si è protagonisti e si possono prendere identità in prestito. La
nostra vita è stata contaminata dalla fiction, il tessuto comunicativo dei
media dimostra indifferenza per la logica e la verosimiglianza facendo perno
sulla mera emotività, la moda è invasa dai tecnovestiti ispirati alle eroine
manga tipo Sailor Moon o alle protagoniste di videogiochi stile Lara Croft; il
New Urbanism si avvicina all'utopia paesaggistica di Paperopoli; e infine i
nostri bambini accudiscono amorevolmente trastulli tecnologici come Furby e
Tamagochi. C'è chi sostiene che, essendo la realtà finzione, non esista più
finzione e in questo senso l'estetica ludica di Murakami e Manetas mè più
realistica di quanto appaia in realtà. Takashi
Murakami (1962 Tokyo - vive e lavora a Tokyo) è con Mariko Mori, fra i più noti
artisti giapponesi contemporanei. Il lavoro di Murakami trae ispirazione dal
mondo dei manga, che manipola e manomette fino a creare il suo fantastico
quanto ironico universo, tende ad abbattere i confini tra cultura elitaria e
popolare. Per rappresentare il suo coloratissimo mondo l'artista giapponese
utilizza una vasta varietà di media, una raffinata tecnica pittorica, debitrice
della tradizione orientale, serigrafie,disegni, sculture gonfiabili e multipli.
Oggetti seriali come piccole sculture, maquette e orologi sul confine tra arte
e culto di massa. Nel salone di Via Lomellini Murakami presenta DOB, un
personaggio creato reinterpretando nel 1993 il topo di Disney, declinato questa
volta in forma di gigantesco pallone fluttuante con orecchie e occhioni
ipertrofici e "Pink summer"
un acrilico su tela, dal tema floreale. Il
linguaggio di Miltos Manetas (1964 Atene - vive e lavora a New York) si sdoppia
su due binari: il vibracolor, sorta di contemporaneo ready-made, in cui viene
ripresentata l'iconografia onirica e stereotipata del videogioco; e i grandi
dipinti a olio in cui ritrae realisticamente nell'intimità domestica consolle
da gioco, cavi, schermi di P.C., joystick, quali strumenti per staccarsi dal
vecchio mondo reale e penetrare nel nuovo e più desiderabile mondo virtuale.
Nel suggestivo spazio di Via Lomellini, Manetas presenta un grande vibracolor
di Super Mario costituito da quattro pannelli. |
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